“Noi siamo un’Industria 4.0 flessibile”

In Tecno 3F.P., azienda specializzata nella lavorazione lamiere per conto terzi, sono installate undici macchine Salvagnini (tra sistemi di taglio laser in fibra, pannellatrici e pressopiegatrici), ognuna diversa dall’altra sia per dimensioni che per allestimento. La flessibilità produttiva che identifica tutti i modelli Salvagnini si è rivelata vincente per l’azienda, che si trova a gestire ogni anno un numero davvero elevato di commesse (nel 2017, sono state oltre 6.000).

di Elisabetta Brendano

Passione, esperienza e un pizzico di follia. Tutto questo (e molto altro) è Tecno 3F.P., azienda di Cherubine di Cerea, in provincia di Verona, specializzata nella lavorazione lamiere per conto terzi. Fondata agli inizi del 2008, sin da subito emerge rispetto alla concorrenza per la professionalità e il background tecnologico di alto livello, frutto della passione e dell’esperienza maturate dai quattro soci fondatori in diversi anni di attività svolta nei settori della meccanica, dell’elettronica e della carpenteria. Oggi, dei quattro soci originari, ne sono rimasti solo due in azienda, i fratelli Faben: Matteo, amministratore della società, e Fabio. La ragione sociale è però rimasta invariata, a testimonianza di come – anche se lo sguardo è costantemente rivolto al futuro – non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti. “Quando abbiamo iniziato questa avventura imprenditoriale, eravamo in quattro: tre (tra cui mio fratello e io) avevano un cognome che iniziava per F, mentre uno aveva come prima lettera una P. La ragione sociale Tecno 3F.P. rappresenta dunque l’unione simbolica dei cognomi di noi quattro”, spiega Matteo Faben. “In breve tempo, di comune accordo con gli altri, due soci hanno deciso di lasciare la società perché non condividevano la prospettiva di crescita sposata invece da mio fratello e dal sottoscritto. Dal nostro punto di vista, la crescita di un’azienda avviene solo se sostenuta da un’importante politica di investimenti. Evidentemente, questo approccio così “aggressivo” deve aver spaventato gli altri, forse a causa della crisi o forse per le oggettive difficoltà che il settore della lavorazione lamiera stava attraversando in quegli anni. A differenza degli altri due soci la cui priorità era salvaguardare le altre aziende di cui erano titolari, personalmente non avevo niente da perdere e tutto da guadagnare a investire su questo nuovo progetto. Ed è esattamente ciò che abbiamo deciso di fare mio fratello e io. Anziché sentirci intimiditi dalla crisi abbiamo dunque deciso di “cavalcarla” e di investire in un periodo in cui nessuno mai l’avrebbe fatto”.

Un contoterzista diverso dagli altri
Oltre a investire in nuove tecnologie, Tecno 3F.P. ha scelto di proporsi sul mercato in una veste completamente diversa rispetto agli altri contoterzisti, come spiega lo stesso Matteo Faben: “Non volevamo specializzarci solo nella lavorazione per conto terzi (taglio laser, punzonatura, pannellatura, piegatura e calandratura, saldatura e finitura, lavorazioni meccaniche, servizi), ma desideravamo andare oltre così da fornire un prodotto finito completo. In questo modo, abbiamo sollevato il nostro cliente da ogni tipo di onere, perché siamo noi a occuparci in prima persona della gestione di tutte le lavorazioni (sia quelle eseguite internamente sia quelle realizzate esternamente come la saldatura e i trattamenti termici). Più che contoterzisti, ci piace definirci un partner produttivo a tutti gli effetti. Tra noi e i nostri clienti esiste infatti un rapporto di collaborazione vera e propria: il cliente viene da noi con un’idea e con un progetto già in mente. Prima di realizzarlo lo verifichiamo assieme a lui e lo miglioriamo insieme laddove è possibile ottimizzarne la fattibilità in officina e ridurne i costi in produzione. Solo a quel punto si passa alla produzione vera e propria.
Le nostre lavorazioni sono trasversali e toccano differenti settori. Agricoltura, industria alimentare, produzione di macchine utensili, industrie per la costruzione di macchine speciali, impianti per il settore dell’imbottigliamento, oreficeria, elettronica ed elettromeccanica, arredamento: la nostra flessibilità è la chiave che ci permette di rispondere con accuratezza e alle esigenze di campi d’applicazione tanto differenti”.

Una gestione degli ordini a commessa
Se in passato si lavorava ragionando su lotti con un numero di pezzi variabile ma comunque di una certa importanza, con la crisi nessuno ha più voluto fare magazzino. In quest’ottica, Tecno 3F.P. ha scelto di specializzarsi nella gestione degli ordini a commessa. Ciò ha comportato la scelta di un certo tipo di tecnologie che permettono all’azienda di gestire con estrema flessibilità la produzione e con tempi di risposta davvero brevi numerose e differenti commesse composte da lotti minimi, formati spesso da singoli pezzi. “Nel 2017, Tecno 3F.P. ha gestito oltre 6.000 commesse, un risultato davvero ragguardevole. Va da sé che il fatturato dell’azienda è molto diversificato (il nostro più importante cliente rappresenta solo il 15% del fatturato totale), un aspetto che rappresenta da un lato un punto di forza, ma dall’altro richiede una gestione complessa e un elevato numero di persone dedicate alla gestione delle varie commesse. Se in altre realtà produttive per questo tipo di attività sono sufficienti un paio di persone, noi ne abbiamo dieci (venticinque operano in officina)”.

Una collaborazione di lunga data
Oltre alla componente umana, per ottimizzare la gestione delle commesse è altresì importante la scelta del software gestionale. L’ERP adottato da Tecno 3F.P. garantisce un controllo costante dell’avanzamento della produzione, un concetto che si sposa perfettamente con la filosofia di Industria 4.0. “La nostra mentalità era già impostata da tempo verso un certo modello produttivo e gestionale. Diventare un’azienda 4.0 non ha quindi richiesto grossi sforzi, così come la nostra esigenza di gestione a commessa si è facilmente sposata con la proposta tecnologica offerta da Salvagnini”.
Il rapporto tra Tecno 3F.P. e Salvagnini è di lunga data (il primo modello di macchina Salvagnini introdotto in azienda risale al 2010). Da allora, Matteo Faben rinnova ogni anno il proprio parco macchine introducendo almeno un nuovo modello di macchina Salvagnini, laser, pannellatrice o piegatrice a secondo delle esigenze produttive del momento. Ricorda Matteo Faben: “La prima macchina Salvagnini acquistata rappresenta un vero e proprio reperto “storico”. Si tratta, infatti, del terzo sistema laser sviluppato da Salvagnini e introdotto sul mercato nel lontano 1996. Questo modello, che abbiamo acquistato nel 2010 dopo una revisione da parte di Salvagnini, è tutt’oggi in attività. Agli inizi lavorava ininterrottamente, giorno e notte, ma dal 2012 – quando cioè abbiamo scelto di investire nel nuovo laser in fibra L3 – ha rallentato il ritmo e oggi viene utilizzato come “muletto” (ovvero, come macchina di riserva)”. Al sistema di taglio laser L3 è stato affiancato il sistema di taglio laser in fibra L5, arrivato in azienda l’anno scorso insieme alla pressopiegatrice B3 da 4.250 mm (forse una delle più grosse – da un punto di vista del tonnellaggio – installate in Tecno 3F.P.). In questo modo, la società ha potuto beneficiare degli incentivi di iperammortamento previsti dal Governo.

Nel parco macchine, spicca la pannellatrice
Oltre ai sistemi laser, per la sua attività Tecno 3F.P. adotta anche altre tecnologie Salvagnini come la pannellatrice P2Xe. “Conoscendo piuttosto bene le nostre esigenze produttive, è stata Salvagnini a consigliarmi di investire in una pannellatrice P2Xe, che rappresenta la loro macchina d’élite”, ricorda Matteo Faben. “All’epoca, utilizzavamo già quattro o cinque pressopiegatrici (sempre a marchio Salvagnini), ma non avevo mai valutato la possibilità di acquistare una pannellatrice. Grazie alla consulenza di Salvagnini abbiamo dunque investito nella nostra prima pannellatrice, che rappresenta forse una delle macchine più flessibili che abbiamo. Grazie alla P2Xe, abbiamo modificato l’approccio a un certo tipo di lavorazione, merito anche dei ragguardevoli risultati raggiunti nell’ambito della piegatura e della programmazione. Su una pannellatrice è possibile realizzare pezzi che con una macchina di piegatura tradizionale non sarebbe possibile fare. Inoltre, è molto più veloce e permette di gestire anche le commesse singole”. Oltre ai plus decantati da Faben, l’impiego della pannellatrice P2Xe comporta ulteriori vantaggi, come ricorda Luca Paccagnella di Salvagnini: “Con le nostre pannellatrici stiamo andando a erodere terreno al mondo della piegatura a vantaggio della pannellatura. Una delle cose più difficili da trasferire ai clienti – così come abbiamo fatto del resto con Tecno 3F.P. – è il grande vantaggio di utilizzare una pannellatrice nella produzione di lotti di 2 o 3 pezzi. Potendo contare su una gestione automatica (a differenza di una pressopiegatrice che richiede ancora l’intervento umano), l’avvicendarsi di un numero elevato e diversificato di commesse non ha impatti negativi su quello che è il ciclo di piegatura”.

Pannellatrice o piegatrice? Questo non è più un problema
Con che criterio si decide se una commessa va gestita su una pannellatrice o su una piegatrice? Matteo Faben risponde che, in realtà, non esiste una regola esatta ma “vanno fatte determinate considerazioni, come il carico della macchina e la sua disponibilità al momento di produrre. Al di là di ciò che si può preventivare, se la macchina inizialmente prescelta è impegnata in altre lavorazioni e la commessa può essere realizzata anche su un altro modello, la pannellatrice può rimpiazzare la piegatrice e viceversa.
Grazie al rapporto di fiducia e collaborazione che abbiamo creato con i nostri clienti, spesso interveniamo sui loro progetti e individuiamo insieme a loro la tecnologia più idonea a esaltare le qualità del prodotto da realizzare. Sovente ci è capitato, per esempio, di modificare con il cliente il progetto di alcune loro commesse in modo che avessero i requisiti necessari per essere lavorate su una pannellatrice anziché su una piegatrice. Così facendo, siamo riusciti a garantire una migliore qualità dei pezzi, costi inferiori di produzione e tempi di esecuzione ridotti. In linea di massima, più il pezzo da produrre è complesso e più si va in direzione della pannellatrice”.

La “rinascita” della piegatura
Dopo il laser e le pannellatrici, chiudiamo il cerchio parlando delle piegatrici Salvagnini, ennesima tecnologia utilizzata da Tecno 3F.P. e presente in azienda sin dai suoi esordi. Come sottolinea Matteo Faben “Ogni anno abbiamo investito in una nuova piegatrice. All’appello ci manca solo il nuovo modello, che avvicina il mondo della piegatrice a quello della pannellatrice. La prima pressopiegatrice introdotta in azienda risale al 2009-2010. Di anno in anno, le macchine hanno subito una grande evoluzione. Dal primo modello fino all’ultimo installato pochi mesi fa, c’è un abisso da un punto di vista della tecnologia, della funzionalità, della programmazione e della configurazione macchina. Ovviamente, tutti questi progressi vanno a impattare in maniera positiva sulla flessibilità produttiva del sistema di piegatura. Negli ultimi anni, la piegatura è forse il settore in cui si è registrato il maggiore sviluppo. Tutti i costruttori stanno migliorando le rispettive tecnologie in modo da riuscire a produrre lotti sempre più piccoli e garantire cambi produzione sempre più frequenti. La piegatura è rimasta (insieme alla saldatura) l’unica lavorazione in cui è ancora molto importante la figura dell’operatore. Oltre a ciò, è altresì importante poter disporre di macchine tecnologicamente valide e in grado di supportare al meglio il ciclo di lavoro. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di investire solo in nuovi modelli e non su macchine datate”.
Il salto tecnologico a cui si riferisce Matteo Faben non riguarda solo le macchine ma anche i servizi offerti dall’azienda, che hanno raggiunto il livello qualitativo offerto solo dai grandi nomi del settore. “Quotidianamente, Salvagnini controlla le nostre sorgenti laser in modo da stabilire lo stato di salute della macchina. Inoltre effettua con periodicità controlli sulle macchine da remoto. Nel caso invece dovessimo avere dei problemi con le macchine, i nostri operatori possono confrontarsi direttamente con i tecnici Salvagnini ricevendo da loro una risposta immediata nel 99,9% dei casi. I benefici di questi servizi sono evidenti, oltre a sollevarci di tutta una serie di costi che questo tipo di verifiche comportano”.

Gestire un ampio range di spessori
Per riuscire a garantire la flessibilità produttiva di cui necessita, Tecno 3F.P. ha scelto dunque di utilizzare le macchine Salvagnini per la loro grande flessibilità, per l’elevata efficienza, per l’estrema facilità di programmazione e per i fermi macchina particolarmente brevi. “Abbiamo scelto Salvagnini per la sua reattività e per la flessibilità e qualità delle sue macchine, tutte caratteristiche che rendono la società estremamente competitiva sul mercato”, sintetizza Faben. Oggi in Tecno 3F.P. ci sono sette macchine Salvagnini installate, ognuna diversa dall’altra sia per dimensioni che per allestimento. Matteo Faben è stato, infatti, lungimirante nell’immaginare quelle che potrebbero essere le esigenze produttive di domani. Ecco perché in officina non c’è una macchina uguale all’altra. Nel parco macchine di Tecno 3F.P. troviamo per esempio un laser equipaggiato con un sistema di automazione ADL a terra ma anche un sistema di taglio laser in fibra L5 provvisto di magazzino a torre a più vassoi in modo da consentire la gestione di più materiali in un’ottica di poter soddisfare numerose e differenti commesse. Stesso discorso vale anche per le piegatrici, configurate in maniera differente tra loro.
Da un punto di vista dei materiali, chiediamo a Matteo Faben che tipo di spessori è possibile tagliare con questi tipi di macchine: “Per quanto riguarda la lamiera, nel caso di acciaio inox zincato e ferro, riusciamo a tagliare pezzi con spessori da un minimo di 0,5 mm fino a un massimo 20 mm. L’aver equipaggiato il terzo sistema di taglio laser Salvagnini introdotto in azienda (l’L5) con un magazzino a torre ci permette di gestire spessori e materiali diversi. Riusciamo anche a garantire grande flessibilità in produzione, tagliando lamiere in acciaio inox con spessore da 10 decimi e dopo solo pochi minuti passare a una lamiera in ferro da 15 mm di spessore. Tutto viene gestito con grande velocità, sia di nesting che di macchina, la stessa velocità che ci ha permesso di realizzare 6.000-7.000 commesse in soli dieci mesi. Vale la pena sottolineare come anche che sui sistemi di taglio laser in fibra Salvagnini riusciamo a gestire sia spessori sottili che di una certa importanza (come quelli richiesti nei settori delle macchine utensili e nel comparto agricolo).
Nella lavorazione di materiali speciali (come il rame o l’ottone), ma anche di alluminio preverniciato o lamiere zincate preverniciate, l’associazione laser in fibra e pannellatrice si sta dimostrando un connubio perfetto. Lavoriamo anche tanto per il settore dei forni per panificazione (in cui si utilizza sovente acciaio inox con la pellicola e acciaio altoresistenziale), per il settore del trattamento dell’aria anche se il nostro mercato più importante quello delle macchine utensili. Benché lavoriamo per i costruttori italiani, circa l’80-90% di ciò che produciamo è destinato al mercato estero”.