A Monaco, il futuro in anteprima!

automatica batte nuovamente tutti i record. Scritti nuovi record di espositori, visitatori e area espositiva, cui si affianca una valenza sempre più internazionale della manifestazione bavarese.
In mostra le tendeze per il futuro della robotica e dell’automazione in generale e diverse proposte concrete per il Lavoro 4.0.

di Mario Lepo

Automatica 2018 ha stabilito nuovi record, con oltre 46.000 visitatori (+7%) e 890 espositori (+7%). Il direttore generale della manifestazione Falk Senger ha commentato: “automatica tratta i temi futuri della collaborazione fra uomini e robot, della trasformazione digitale in produzione e della robotica di servizio. Questi risultati dimostrano che la storia dell’automazione e della robotica si scrive a Monaco di Baviera!” Senger ha poi sottolineato, in particolare, la crescente internazionalità della manifestazione: “Abbiamo registrato un incremento del 20% nelle presenze dall’estero, a dimostrazione che automatica diventa sempre più importante a livello globale”. Il dottor Norbert Stein, rappresentante del settore in qualità di Presidente del Consiglio Direttivo di VDMA Robotics + Automation e Amministratore Delegato di VITRONIC GmbH, è convinto della validità della formula: “automatica ha alzato l’asticella ancora una volta. Il salone mostra il futuro dell’automazione e fornisce informazioni utili per orientare gli operatori ai massimi livelli. Qualità e quantità dei visitatori: eccellente!” Per Vegard Nerseth, Managing Director di ABB Robotics, ha spiegato così l’importanza di automatica per la sua azienda: “Questa è la fiera più importante nel mondo della robotica e dell’automazione. La manifestazione punta i riflettori sulle tecnologie del futuro: questo è il motivo principale per cui veniamo a Monaco di Baviera”.

La produzione connessa è già realtà
L’offerta espositiva si è arricchita di nuovi nomi, prodotti e concetti. Il motto era infatti digitalizzazione, facilità operativa e maggiore flessibilità in produzione, con l’obiettivo di aprire nuovi ambiti applicativi. Ralf-Michael Franke, CEO della Factory Automation Business Unit di Siemens AG, ha commentato così il debutto della sua azienda: “La nostra offerta per l’impresa digitale si sposa perfettamente con il motto di automatica “Optimize your Production”. Siemens fornisce soluzioni software e hardware complete che consentono di integrare e digitalizzare l’intera catena del valore. In questo modo, i costruttori e gli utilizzatori di macchine possono già sfruttare i benefici dell’Industria 4.0”.
Gli ha fato eco, Wilfried Eberhardt, Chief Marketing Officer di KUKA AG, che ha sottolineato un vantaggio chiave nell’ambito della produzione connessa: “Il tema IoT è parte integrante dell’automazione intelligente e automatica è l’unico salone al mondo che tratta questo argomento. Per questo motivo è sinonimo d’innovazione: qui i visitatori possono vedere il futuro in anteprima”. Con nuovi espositori, relatori specializzati e dimostrazioni, il tema “IT” ha dunque occupato un ruolo centrale in fiera. Sessantaquattro aziende hanno presentato soluzioni in ambito IT nell’area IT2Industry. Il Dott. Christian Schlögel, CEO di connyun GmbH, ha dichiarato: “automatica 2018 ha mostrato quali opportunità tecnologiche sono disponibili per le aziende che devono realizzare la trasformazione digitale. È impressionante vedere gli sviluppi dell’IoT industriale e constatare l’enorme potenziale ancora disponibile”.

Le macchine parlano la stessa lingua
Uno dei principali motori della crescita futura è la connettività fra macchine. L’elemento decisivo in questo ambito è la standardizzazione delle interfacce di comunicazione. L’importanza della collaborazione fra i protagonisti del settore è stata sottolineata dall’iniziativa OPC UA Demonstrator di VDMA Robotics + Automation, con il coinvolgimento di 31 aziende.
“L’interoperabilità è la chiave per differenziare i nostri prodotti nel mondo interconnesso dell’Industria 4.0. OPC UA è lo standard designato per far parlare alle macchine una lingua comune nella fabbrica intelligente del futuro”, ha osservato il Dott. Horst Heinol-Heikkinen, Presidente della VDMA OPC Vision Initiative.

La collaborazione tra uomo e robot è uno dei temi dominanti
La robotica collaborativa sta rapidamente conquistando il mercato e aprendo possibilità di automazione pressoché illimitate. Dal sensore, passando per il cobot, fino agli impianti completi, l’interazione diretta fra uomo e macchina è sempre più una realtà.
La tecnologia continua a progredire grazie alla stretta collaborazione fra scienza e industria. Monaco di Baviera rappresenta da questo punto di vista un crocevia internazionale. Il professor Oussama Khatib dell’Università di Stanford ha spiegato: “Quest’anno automatica ha aperto una finestra sulle applicazioni emergenti nel settore della robotica. I robot in grado di lavorare a stretto contatto con addetti in carne e ossa sono fabbricati per essere impiegati nel mondo reale, a testimonianza della proficua collaborazione e del trasferimento tecnologico in atto fra ricerca e industria. A testimoniare l’importanza della robotica collaborativa quale tema dominate di automatica e del mercato nel prossimo futuro, lo testimoniano il fatto che Universal Robots, pioniere nello sviluppo della tecnologia dei robot collaborativi, ha presentato proprio a Monaco la sua nuova generazione di cobot: e-Series. Si tratta dell’ultima innovazione tecnologica sviluppata dall’azienda danese che ha fatto del continuo miglioramento dei suoi prodotti un punto di forza. e-Series è caratterizzata da numerosi progressi tecnologici che consentono una rapida integrazione dei robot collaborativi in un range sempre più vasto di applicazioni industriali. La programmazione è stata resa ancora più semplice, e le misure di sicurezza incrementate fino a soddisfare anche gli ultimi requisiti ISO. Jürgen von Hollen, Presidente di Universal Robots ha affermato: “La nuova piattaforma integra la nostra esperienza pluriennale come leader di mercato nell’ambito dei robot collaborativi con la nostra filosofia generale di potenziamento del prodotto, rendendolo ancora più accessibile a tutti. La tecnologia alla base della e-Series e il nostro esclusivo ecosistema Universal Robots+ offriranno agli utenti molta più flessibilità operativa fornendo loro una maggiore produttività”.

La prima interfaccia comune per i collaborativi a due bracci
Ma di robotica collaborativa hanno anche parlato, in maniera congiunta, due colossi della robotica mondiale. ABB e Kawasaki Heavy Industries, protagonisti nel settore dell’automazione industriale e della robotica, hanno infatti presentato la prima interfaccia operativa comune per robot collaborativi al salone di Monaco di Baviera.
L’interfaccia nasce dalla collaborazione tra ABB e Kawasaki annunciata a novembre 2017 – presentazione congiunta dei robot collaborativi a due bracci YuMI® e duAro al salone IREX 2017 a Tokyo, in Giappone – che punta a condividere conoscenze e promuovere i vantaggi dell’automazione collaborativa, in particolare i robot collaborativi a due bracci. L’iniziativa riguarda un’interfaccia uomo-robot semplificata con navigazione e icone intuitive simili agli smartphone.
Yasuhiko Hashimoto, Managing Executive Officer e President of the Precision Machinery and Robot Company, Kawasaki Heavy Industries, Ltd., ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di aver compiuto questo primo grande passo insieme ad ABB e possiamo dire di aver inaugurato una nuova era dell’automazione con un approccio collaborativo. I robot collaborativi daranno un grande contributo alla società, rendendo la manifattura più flessibile ed efficiente e assicurando la produttività delle fabbriche con una forza lavoro sempre più scarsa”.
Una demo congiunta presso l’ingresso est di automatica presentava l’esclusivo e innovativo robot SCARA a due bracci di Kawasaki, “duAro”, che lavora fianco a fianco con il “collega” YuMI® di ABB. Oltre allo sviluppo continuo dell’interfaccia operativa, la collaborazione è focalizzata anche su altri ambiti, come per esempio, standard di sicurezza comuni. Gli standard di sicurezza industriale tradizionali fanno riferimento ad anni di esperienza e sono supportati da parametri molto specifici. L’obiettivo dell’automazione collaborativa è sviluppare standard di sicurezza che garantiscano l’incolumità dei lavoratori e offrano modalità completamente nuove di collaborazione sul lavoro, senza limitare indebitamente i numerosi vantaggi offerti dai robot collaborativi.
L’interfaccia comune contribuirà anche a risolvere il problema della carenza di operatori qualificati in molti settori. In Giappone, a esempio, un lavoratore su cinque andrà in pensione entro i prossimi dieci anni. La richiesta di robot collaborativi è cresciuta a ritmi nettamente superiori al comparto dei robot industriali, già in rapida espansione, perché la loro maggiore facilità di impiego spiana la strada a nuove applicazioni. La possibilità di programmare e utilizzare i robot anche da parte di personale senza formazione specifica consente soprattutto alle piccole e medie imprese di accorciare la fase di apprendimento e formazione tradizionalmente lunga dei robot industriali. I cobot possono essere utilizzati praticamente da qualsiasi operatore, compensando velocemente le carenze di manodopera. Grazie alla loro flessibilità possono essere impiegati praticamente ovunque nella fabbrica, senza barriere di sicurezza, risultando così ideali per gestire picchi di domanda improvvisi e inattesi.
“La nuova interfaccia operativa standard allo stato dell’arte imprimerà un’ulteriore spinta alla già rapida diffusione dei robot collaborativi,” afferma Per Vegard Nerseth, Robotics Managing Director di ABB. “La soluzione offrirà flessibilità e scalabilità a molte aziende manifatturiere, creando lavori e mansioni più interessanti per una forza lavoro industriale estremamente vitale”.

Le persone nella Smart Factory e l’avvento dell’intelligenza artificiale
C’è una domanda che va oltre i temi della fiera: come lavoreranno le persone in futuro? Con la mostra speciale “People in the Smart Factory”, l’associazione di settore VDMA Robotics +
Automation ha dato concretezza al tema del Lavoro 4.0: sistemi di assistenza digitali alle attività di assemblaggio manuali, realtà aumentata, comandi gestuali, esoscheletri e dispositivi indossabili che semplificano l’interazione fra uomo e macchina. Patrick Schwarzkopf, Direttore Generale di VDMA Robotik + Automation, ha spiegato: “I lavori diventeranno più attraenti ed ergonomici. Uomini e macchine hanno punti di forza complementari! Questa constatazione offre grandi opportunità per migliorare i posti di lavoro. L’argomento occupava ad automatica un posto di primo piano come in nessun altro salone”.
L’intelligenza artificiale (AI) è la prossima frontiera tecnologica. automatica ha dato spazio alle competenze in questo ambito con molti interventi dedicati. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati può imprimere una forte spinta alla crescita del settore. In questo contesto è fondamentale il dialogo interdisciplinare.
“Per sfruttare con successo il potenziale economico, in futuro i fornitori di automazione e IT dovranno collaborare più intensamente con gli esperti di AI”, sottolinea Ralf Bucksch, Technical Executive di Watson IoT Europe, IBM Sales & Distribution, Software Sales.

Il primo esoscheletro targato Italia
Parlando di Lavoro 4.0, interazione fra uomo e macchina ed esoscheletri merita sottolineare l’ottimo lavoro svolto in questo ambito da COMAU che ha presentato ad automatica MATE, il suo primo innovativo esoscheletro indossabile. MATE è stato progettato per migliorare la qualità del lavoro in modo efficiente e altamente ergonomico fornendo un’assistenza costante e avanzata al movimento dell’operatore durante l’esecuzione di operazioni ripetitive o quotidiane.
L’esoscheletro MATE Fit for Workers utilizza un’avanzata struttura passiva a molle che assicura un supporto posturale leggero, traspirante ed estremamente efficace, senza bisogno di impiegare batterie, motori elettrici o altri dispositivi soggetti a guasti. Inoltre, è compatto ed è stato progettato secondo criteri di ergonomia nell’ambito di una partnership stretta con ÖSSUR, leader nel settore dei dispositivi ortopedici non invasivi, e IUVO, azienda spin-off dell’Istituto di BioRobotica (Scuola Superiore Sant’Anna) specializzata in tecnologie indossabili. MATE è in grado di replicare accuratamente qualsiasi movimento della spalla, mentre aderisce al corpo come una “seconda pelle”.
Tobias Daniel, Vice President Robotics and Automation Products Global Sales & Marketing, ha commentato: “Siamo particolarmente orgogliosi di aver sviluppato questa innovativa tecnologia indossabile. MATE è stato progettato in stretta collaborazione con gli operatori all’interno dello stabilimento per rispondere direttamente alle loro specifiche esigenze di lavoro. Grazie al nostro esoscheletro possono compiere medesime operazioni, con minor fatica. Per Comau, questa rappresenta inoltre un’opportunità straordinaria per raggiungere un mercato globale che, secondo l’IFR, è cresciuto di oltre il 60% dal 2015 al 2017 e si stima che continuerà a crescere, a un tasso annuo del 25% sino al 2020. Riteniamo che il settore industriale costituirà circa un terzo delle applicazioni adatte all’impiego dell’esoscheletro”.
Rispecchiando la visione e l’impegno di Comau verso lo sviluppo di tecnologie innovative, aperte e di facile utilizzo, MATE è un componente importante della strategia di HUMANufacturing Technology dell’azienda, un’espressione attraverso la quale tutte le persone sono protagoniste nella smart factory, insieme a strumenti digitali avanzati, tecnologie abilitanti e prodotti robotici industriali “intelligenti” all’interno di un sistema di produzione collegato in rete. Inoltre, è il primo di una serie di tecnologie robotizzate indossabili che Comau sta sviluppando e commercializzando in partnership con IUVO e Össur. Un aspetto fondamentale di questa collaborazione è il desiderio congiunto di fare progredire ed evolvere la collaborazione tra l’uomo e la macchina, in diversi settori, tra cui quello biomedicale, della produzione industriale e il campo consumer.

Start-up e promozione delle giovani generazioni
Nella Start-up Arena si sono presentate ventitré giovani imprese da tutto il mondo. Con questa iniziativa automatica promuove interscambi e interazioni nel settore e accompagna i giovani imprenditori lunga la via verso il successo.
Con i format Makeathon, Integration Islands ed Escape Game, il salone si è rivolto in modo mirato ai giovani. Oltre 120 partecipanti al Makeathon e 200 studenti hanno portato una ventata di aria fresca. Il direttore del salone Falk Senger ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: “La carenza di addetti qualificati è purtroppo una realtà quotidiana nel nostro settore e nelle PMI. Per risolvere questo problema continueremo a rafforzare il nostro impegno nella promozione dei giovani talenti”.
Anche il successo di quest’area testimonia ancora una volta come la manifestazione sia stata pervasa da un clima positivo. Il 96% degli espositori e il 98% dei visitatori ha giudicato il salone ottimo, molto buono o buono. automatica è una piattaforma per investimenti concreti e il 97% dei visitatori ha confermato questo ruolo. L’appuntamento è quindi con la prossima edizione di automatica che sarà in programma dal 16 al 19 giugno 2020 sempre a Monaco di Baviera.