Obiettivo e.learning

Un utilizzo efficiente dell’e.learning da parte di aziende, scuole e università non può prescindere da una corretta analisi di costi, ritorni e obiettivi. In cambio permette flessibilità nell’apprendimento, tempestività di aggiornamento dei contenuti e supporti per far crescere la capacità cognitiva di chi partecipa a questo processo.

di Davide Della Bella

Che cosa significa e.learning? Uno dei massimi esperti in materia, Elliott Masie, l’ha definito come “l’uso della tecnologia per progettare, distribuire, selezionare, amministrare, supportare e diffondere la formazione“. Ma quella “e” per cosa sta? “Extended Learning”? Forse “Enterprise Learning”? O meglio “Electronic Learning”? E perché non “Everywhere Learning”? Verosimilmente tutto questo e molto altro. Sebbene interessante, la storia dell’e.learning (che parte nel 1837 quando in Inghilterra Mr. Pitman diede vita al primo corso di stenografia per corrispondenza dove docenti e studenti instauravano una comunicazione bidirezionale attraverso la posta) non aiuta né a rispondere a questa domanda né a definire pregi e difetti di questa metodologia formativa.

Una strada dalle molte potenzialità
Solo l’applicazione che ne hanno fatto imprese, scuole e università e il successivo studio di queste esperienze hanno permesso di tracciare un quadro sufficientemente preciso necessario a un utilizzo efficiente dell’e.learning. Conoscerne pro e contro significa per un’azienda fare una scelta consapevole e coerente con i propri obiettivi, valutando correttamente costi e benefici.
Tra i vantaggi sono ascrivibili sicuramente la possibilità di apprendere secondo i propri ritmi ciò che serve quando serve (Just in time and just enough), la possibilità di monitorare il proprio apprendimento grazie a software che rilevano i risultati e gestiscono la didattica, la facilità e la tempestività di aggiornamento dei contenuti, la flessibilità derivante dalle personalizzazioni, l’utilizzo di supporti (audio, animazioni e video) che fanno crescere in modo esponenziale la capacità cognitiva di chi partecipa.
L’aspetto negativo più evidente è invece riconducibile alla povertà o addirittura alla mancanza dell’aspetto sociale della relazione con docente e allievi che – in alcuni individui – potrebbe ridurre la motivazione all’apprendimento. Le imprese, prevalentemente di grandi dimensioni o comunque discretamente strutturate, che utilizzano da tempo l’e.learning hanno sempre finito per preferirne una versione blended, ovvero integrata da altre metodologie che ne esaltano i pregi e ne smussano i difetti: tipicamente le Direzioni del personale si sono esercitate nella separazione tra in-formazione e formazione, ricorrendo nel primo caso all’e.learning, ma preferendo per la seconda un contatto non intermediato con docenti e partecipanti.

Considerare obiettivi e strategie aziendali
Al pari di tutte le forme d’investimento, la decisione di un’impresa di intraprendere la strada dell’e.learning non può prescindere da una corretta analisi dei costi e dei ritorni. Come spesso avviene in ambito formativo, il calcolo del ROI è particolarmente complesso, mancando una metrica definita ed esplicativa dei vantaggi derivanti dall’attività formativa, dell’orizzonte temporale entro il quale misurare i miglioramenti e degli stessi parametri di valutazione. Nel caso dell’e.learning anche l’analisi dei costi deve essere articolata e condotta avendo ben chiare tutte le alternative tecnologiche: piattaforma interna o esterna? Devices individuali o condivisi? Content elaborati dall’impresa o da società esterne? Moduli SCORM (Sharable Content Object Reference Model) o fuori standard? Ogni impresa deve prendere le proprie decisioni, spesso irreversibili, su questi temi correlandole alle proprie strategie e agli obiettivi aziendali: dare consigli “assoluti” può quindi essere fuorviante se non addirittura scorretto. Ciononostante, il suggerimento per le Piccole e Medie Imprese è di appoggiarsi almeno inizialmente a una piattaforma esterna, utilizzando moduli formativi Scorm non personalizzati accessibili da device (non necessariamente aziendali) individuali. Un set-up di questo tipo permette, a un costo ragionevole, di capire se l’e.learning è una soluzione percorribile, accettata dai lavoratori e integrabile con le altre metodologie formative già adottate in azienda. In caso affermativo, la scalabilità di questa scelta è praticamente illimitata: nell’epoca della sovrabbondanza di dati e informazioni, il problema passerà probabilmente dal “se fare e.learning” a “cosa fare in e.learning”.