L’innovazione si fa meglio in due

La partnership tra Salvagnini, costruttore di sistemi flessibili per la lavorazione della lamiera, e Hiwin, fornitore di componenti meccanici e meccatronici per il motion control, è destinata a proseguire, se è vero che le due aziende condividono una visione strategica proattiva e innovativa. Andando oltre la collaborazione già sperimentata sulle storiche pannellatrici P4 e coinvolgendo anche altre tipologie di macchine in mostra alla prossima EuroBLECH di Hannover.

di Claudia Radaelli

Digitalizzazione, meccatronica, smart manufacturing. Ma anche servizio efficiente, tempi di consegna certi e competenza. Sono tanti i fattori che hanno favorito l’incontro tra due realtà apparentemente lontane ma che sembrano condividere soprattutto la visione strategica. Stiamo parlando di Salvagnini, multinazionale dall’anima italiana attiva da oltre 50 anni nella realizzazione di macchine utensili ad alta tecnologia per la lavorazione della lamiera, e di Hiwin, azienda globale con sede a Taiwan e specializzata nella componentistica per il motion control la cui filiale italiana, seppur relativamente giovane, è in forte espansione.
Le strade delle due aziende, dicevamo, si sono incrociate soltanto di recente. Da quando, cioè, Hiwin ha iniziato a fornire componentistica di alta gamma destinata in primo luogo, ma non solo, alle pannellatrici prodotte dal costruttore veneto.

Condividere con il partner anche la visione del futuro
L’ingegner Gionata Agnelli, Direttore Corporate Sourcing di Salvagnini che abbiamo incontrato nel quartier generale di Sarego (VI), spiega così le motivazioni che hanno portato all’avvio della partnership con Hiwin: “Crediamo che mettersi in cammino da soli sia bello, ma camminare insieme a qualcun altro è anche meglio. Per questo siamo alla ricerca di partner strategici che siano disposti a condividere con noi non solo lo stato dell’arte, ma anche la loro visione del futuro e il percorso di sviluppo dei prodotti”.
In Hiwin, evidentemente, Salvagnini ha trovato un partner disposto a mettersi in gioco. “Eravamo già consapevoli dell’alta qualità dei loro componenti. In più, abbiamo riconosciuto a Hiwin la grande capacità, mostrata in questi anni, di investire in persone, risorse e mezzi di produzione, incrementando decisamente la presenza locale in Europa e in Italia. Solo in questo modo, infatti, si riesce a essere davvero vicini ai clienti: disponendo a livello locale di figure tecniche e commerciali preparate, in grado di interfacciarsi in modo veloce ed efficiente”.

Integrare tecnologie diverse per proporre soluzioni ad hoc
Per il fornitore di tecnologia, un bell’attestato di stima da parte di un’azienda che, per stessa ammissione dell’ingegner Agnelli, è molto esigente nella scelta dei partner, specialmente per quanto riguarda le caratteristiche tecniche dei componenti e il servizio pre- e post-vendita, ormai da considerarsi parte integrante del prodotto. “I componenti installati sulle macchine Salvagnini, le guide in particolare, sono davvero il top di gamma della nostra produzione”, racconta Marco Dalla Riva, Area Supervisor di Hiwin. “Finora abbiamo fornito a Salvagnini principalmente prodotti inseriti a catalogo, adattati però alle esigenze del cliente, quindi con una specifica customizzazione”.
Andare oltre i prodotti a catalogo, proponendo soluzioni che sono spesso frutto dell’integrazione di diverse tecnologie, è quello che fa Hiwin. “E in particolare la nostra System Division – continua Dalla Riva – creata da non molto con il proposito di integrare la parte meccanica e quella elettronica della nostra produzione per ottenere un sistema meccatronico vero e proprio”. “Siamo molto interessati a testare sistemi ibridi che guardano all’elettrificazione”, conferma Gionata Agnelli. “Per nuovi progetti, stiamo coinvolgendo Hiwin nello studio di soluzioni meccatroniche che comprendono viti a ricircolo di sfere accoppiate con motori torque”.

Precisione, affidabilità, resistenza ai carichi e set up semplificato
I prodotti Hiwin che si trovano oggi sulle macchine Salvagnini sono principalmente le guide della serie QH con tecnologia SynchMotion, le guide a rulli della serie RG e le viti con tecnologia di ricircolo della serie SUPER S (ne parliamo più in dettaglio nei box). Oggi questi componenti sono montati sulle storiche pannellatrici della serie P4.
“Si tratta di un’applicazione estremamente critica – spiega l’ingegner Agnelli – e i componenti devono non solo garantire altissima precisione, affidabilità ed elevata resistenza ai carichi, ma essere anche funzionali alle prestazioni della macchina: considerata la tendenza ad avere lotti più piccoli e la ricerca di flessibilità, la riduzione dei tempi ciclo è un aspetto fondamentale nell’evoluzione della piegatura. Bisogna poi considerare che questi prodotti, all’interno di un impianto Salvagnini, operano generalmente in condizioni praticamente estreme in termini di velocità, accelerazioni e continuità delle lavorazioni. Non possiamo quindi prescindere dalla qualità”.